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Fiorentina, Paratici: “Prima la salvezza, poi creeremo una dimensione internazionale”

presentazione di paratici alla fiorentina

Firenze (giovedì, 5 febbraio 2026) — Quest’oggi al Viola Park di Bagno a Ripoli si è tenuta la presentazione ufficiale di Fabio Paratici, nuovo direttore sportivo della Fiorentina. Dopo le esperienze passate con Sampdoria, Tottenham e soprattutto Juventus, dove ha lavorato per più di 10 anni, Paratici si è detto motivato dalla nuova sfida gigliata, facendo presente come però la salvezza sia il primo obiettivo da raggiungere.

di Alessandro Drago

Le primissime parole di Paratici come dirigente della Fiorentina: “Ringrazio la famiglia Commisso per la grande opportunità che mi sta dando. Ho scelto e deciso di venire alla Fiorentina il 16 dicembre. La mia è una scelta coraggiosa, perché la Fiorentina è una grandissima proprietà ed ha una città che è un brand internazionale. La Premier mi ha insegnato quanto queste cose sono importanti. Firenze e la Fiorentina meritano altri livelli, anche se per i prossimi quattro mesi dobbiamo mettere la testa nel carrarmato e soffrire per riuscire da questa situazione.

Passato alla Juventus? Oltre al fatto che bisognerebbe ricordare anche l’esperienza alla Sampdoria, io sono una persona totalitaria: mi lego completamente ai club per cui lavoro. Credo nella serietà e nell’organizzazione”.

Pressioni e obiettivi: “Mi piace avere grandi pressioni, e Firenze è una realtà che ti stimola molto sotto questo aspetto. Le cose si costruiscono piano piano, in fasi e in momenti. Oggi dobbiamo stare sul pezzo per uscire da una situazione non facile. La Fiorentina del futuro dovrà essere attrattiva, bella da vedere, internazionale”.

Kean, Fagioli e Rugani: ragazzi diventati uomini: “Rugani è un ragazzo molto serio, che ha spessore; è sottovalutato, perché Daniele è sempre stato affidabile, giocando gare di altissimi livello. Nicolò – Fagioli – è un patrimonio del calcio italiano. L’ho visto crescere, ha delle qualità di cui pochissimi calciatori italiani possono vantare. Deve voler diventare il numero uno, solo su questo deve lavorare. Kean? È l’attaccante italiano più forte che c’è, deve solo fare il Kean, cioè stare con la testa nel carrarmato. Io personalmente sono qui, per aiutare Moise ed i ragazzi in questo; rendere al meglio in campo, insieme a tutti coloro coloro che ruotano attorno alla squadra”.

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Last modified: Febbraio 5, 2026
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