Firenze — Dopo due prime rappresentazioni in forma di studio, La morale, spettacolo teatrale di Andrea Genovese, debutta il 21 novembre alle 21 nella sua versione aggiornata al Teatro dell’Affratellamento di Firenze, come evento OFF del festival “L’Eredità delle Donne” nella settimana internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.
di Alessandro Drago
Uno spettacolo che si interroga sui meccanismi da cui scaturisce la violenza. Il protagonista, nel suo monologo, riflette atterrito su uno dei massacri più tristemente noti della cronaca italiana – quello avvenuto nel 1975 a San Felice Circeo – e lo fa con gli occhi di un uomo che davanti a tanta barbarie sente forte una responsabilità: quella di stimolare una riflessione.
Prodotto dalla Compagnia Interazioni Elementari, interpretato e diretto dallo stesso Genovese, accompagnato alla chitarra e ai campionatori da Gabriele Doria, con Mattia Bacchetti (direttore artistico della compagnia) all’aiuto regia e al light design, La morale è un lavoro teatrale di forte impatto emotivo e civile che affronta, senza retorica né compiacimento, il tema della violenza come fenomeno radicato nella struttura stessa della società contemporanea e lo fa facendosi accompagnare – quasi fosse un intercalare – da un puntuale approfondimento legislativo.
Il punto di partenza è uno dei fatti più atroci della storia recente italiana: il massacro del Circeo del 1975, in cui due giovani donne, Donatella Colasanti e Maria Rosaria Lopez, furono sequestrate, torturate e l’una uccisa l’altra creduta morta, da tre uomini appartenenti alla borghesia romana.
Da quell’episodio nasce un percorso di riflessione che non si limita alla memoria del crimine, ma ne interroga le radici, le rimozioni collettive e la capacità della società di riformulare di volta in volta la propria “morale”, fino a giustificare – in nome di convenzioni o abitudini – ciò che in realtà costituisce una forma di violenza quotidiana e sistemica. Una riflessione sull’attualità ma anche su un momento storico in cui lo stupro era ancora considerato solo “un’offesa alla morale” (e in quanto tale giudicato) e diventato un crimine solo nel 1996 – anche grazie all’ostinazione di Donatella Colasanti – anno in cui la classificazione del reato passa da “delitti contro la morale pubblica e il buon costume” a quella dei “delitti contro la persona”, con pene molto più severe.
Last modified: Novembre 18, 2025





