Reggello (venerdì, 16 gennaio 2026) — Sono in corso le attività propedeutiche all’avvio dei lavori per la costruzione del nuovo depuratore di Reggello e per il collettamento dei reflui di frazioni importanti del medesimo comune e, nel 2026, per il Comune di Figline e Incisa Valdarno.
di Alessandro Drago
Investimenti importanti per i cittadini e per la tutela dell’ambiente che ammontano ad oltre 21 milioni di euro e che, assieme a quelli già realizzati negli anni passati, rinnovano e portano su standard europei il sistema di collettamento e di depurazione del Valdarno.
Presenti alla conferenza stampa tra gli altri, Piero Giunti, Sindaco del Comune di Reggello, Giacomo Certosi, Sindaco del Comune di Rignano sull’Arno, l’ing. Samuele Fontani per il Comune di Figline e Incisa Valdarno, Jo Bartolozzi, Vicesindaco del Comune di Reggello, il presidente di Publiacqua Nicola Perini, tecnici e progettisti che stanno curando gli interventi.
IDL Torricella: un impianto al servizio di tre Comuni
Publiacqua sta avviando la realizzazione del nuovo Impianto di depurazione di Torricella dimensionato per raggiungere due importanti obiettivi:
l’estensione del servizio di depurazioni agli agglomerati Leccio (Reggello) e Palazzolo (Figline e Incisa Valdarno), entrambi inclusi nell’accordo di programma sotto i 2.000 A.E. (abitanti equivalenti) di attuazione della normativa regionale in materia di acque reflue;
la centralizzazione del trattamento dei reflui afferenti gli altri abitati dell’area come San Clemente (Reggello), Rignano sull’Arno capoluogo e Pian dell’Isola, Torre a Isola (Rignano sull’Arno) e altre frazioni limitrofe dei Comuni di Reggello e Figline e Incisa Valdarno. Per dar gambe a questo progetto i tre comuni interessati hanno approvato un Master Plan predisposto da Publiacqua nel 2019 che, oltre quanto detto poc’anzi, prevede anche la dismissione dell’attuale impianto di depurazione di Rignano sull’Arno sito in area ad alto rischio idraulico.
L’impianto avrà infatti una potenzialità di trattamento di 7.000 AE e sarà costruito tenendo conto dei vincoli idrogeologici, paesaggistici e ferroviari attivi in zona. Tecnicamente, sarà un impianto biologico a fanghi attivi e areazione prolungata e sarà costruito in modo da ridurre al minimo l’impatto acustico dei macchinari maggiormente impattanti da questo punto di vista (le soffianti a servizio della vasca di ossidazione) e le emissioni odorigene (il processo depurativo non prevede infatti la liberazione di sostanze volatili in quantità tali da poter generare problemi mentre i fanghi disidratati saranno stoccati in un apposito box di contenimento). Nella costruzione dell’impianto si realizzeranno anche interventi di messa in sicurezza relativamente al pericolo idraulico (realizzazione di un rilevato sul pianto di campagna e di due volumi di compenso a nord e sud dell’impianto medesimo). Costo complessivo dell’opera 13,5 milioni.
I lavori sono in corso dall’estate 2025 e avranno una durata di circa 2 anni e mezzo.







